La storia della stampante dalla sua invenzione ad oggi

storia della stampa

Intorno al 1440 Johannes Gutenberg inventò la moderna macchina da stampa a caratteri mobili. Questa pietra miliare ha poi consentito una maggiore diffusione della conoscenza in Europa della suddetta tecnica. Dal XV secolo è infatti molto cambiata, evolvendosi fino ai nostri giorni dove le stampanti sono di dimensioni molto più piccole rispetto al passato ma in grado di garantire grandissimi risultati.

 

Le origini della stampante

 

Johannes Gutenberg è stato un pioniere nell’introduzione di una macchina da stampa con caratteri in metallo che formavano un alfabeto perfetto. Questo per l’epoca può definirsi un grande progresso, poiché è riuscito a conferire resistenza e precisione alle lettere che erano mobili, intercambiabili e riutilizzabili, quindi le copie dei manoscritti potevano essere create in un periodo di tempo molto più breve del solito. Per tale motivo la macchina da stampa di Gutenberg si diffuse rapidamente in tutto il resto d’Europa, evolvendosi con il passar dei secoli fino a diventare oggi un dispositivo di uso comune, multifunzionale e di dimensioni nettamente inferiori.

 

L’evoluzione 

 

La prima grande evoluzione della stampante rispetto a quella base di Gutenberg si ebbe nel periodo della rivoluzione industriale ossia quando tutti iniziarono ad avere accesso alla stampa scritta, facendo in modo che la tipografia ricevesse un impulso definitivo che possiamo definire per quell’epoca un vero boom. La produzione è poi aumentata considerevolmente e i progressi tecnologici sono diventati sempre più frequenti e in grado di creare quelle stampanti che oggi sono di uso comune in case ed uffici. Tuttavia è doveroso sottolineare che attualmente la stampa si basa su quei principi che una volta ci ha insegnato Gutenberg, con tutti i progressi tecnologici che l’era moderna ci fornisce, ma con la possibilità di combinare quella offset con la digitale, sfruttando tutti i vantaggi di ciascuna di queste modalità di stampa.

 

I primi device per computer

 

Negli anni ’40, alla creazione del primo computer nella storia dell’umanità realizzato da Charles Babbage fu aggiunto un sistema di stampa che man mano si è perfezionato e nell’anno 2000 questa moderna tecnologia è stata presentata al pubblico aprendo di fatto una nuova era. Tuttavia vale la pena aggiungere che soltanto nel 1978 nasce la prima vera stampante, ossia un dispositivo che offre la possibilità di stampare e ottenere informazioni in modo leggibile, proprio come facevano le classiche macchine da scrivere. Con il passare del tempo le stampanti sono state sempre più aggiornate, in risposta alle crescenti esigenze delle persone, e non è un caso se sono state create quelle a sistema continuo, note anche come a getto d’inchiostro.

 

Tipologia offset e digitale

 

L’evoluzione della macchina da stampa ha dato origine a dispositivi che oggi vengono identificati della tipologia offset e digitale. Detto ciò è doveroso aggiungere che entrambe sono differenti tra loro e in particolare per la tecnica, i tempi di stampa e per i costi senza contare il livello di personalizzazione e l’impatto ambientale. La stampa offset nello specifico si basa su un sistema indiretto derivato dalla litografia, in cui la lastra viene parzialmente bagnata con acqua che respinge l’inchiostro grasso. Usando un laser, il disegno viene messo su lastre di alluminio una per ogni inchiostro, e poi posizionata sul cilindro della stessa mentre altri rulli di gomma applicano l’inchiostro. La stampa digitale è invece molto più semplice, diretta, veloce, economica ed ecologica. Una stampante digitale tra l’altro riceve l’ordine direttamente dall’attrezzatura informatica che la gestisce e senza processi intermedi. Ad esempio, nel caso della tecnologia HP Indigo, la lastra analogica in alluminio viene sostituita da un’unità PIP, ossia una virtuale che viene verniciata e cancellata ad ogni giro del tamburo. La lastra viene successivamente caricata elettricamente e ricoperta da un inchiostro HP che viene trasferito alla cover di gomma e da lì alla carta.

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