E-sports, cosa sono e come praticarli

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Gli E-sports (acronimo di Electronic sports) sono un fenomeno di scala globale impossibile da trascurare.
Complice la pandemia, che ha ridotto al minimo le possibilità di vedere sport dal vivo, gli E-sports sono tra gli eventi streaming più seguiti.
Vediamo cosa sono gli E-sports e perché tutti ne parlano.

E-sports, la nuova frontiera dell’intrattenimento

Gli Electronic sports nell’accezione più semplice sono videogiochi giocati a livello professionistico. Questa definizione solitamente fa storcere il naso a non poche persone, infatti si fatica a riconoscere come sport un’attività che viene considerata ricreativa. Tuttavia quando dopo aver visto giocare quelli che vengono definiti pro player (gli atleti dell’E-sports), si gioca allo stesso gioco, ci si rende subito conto che quello che fanno non è per niente un gioco.

Gli E-sports rappresentano un business da milioni di euro, capace di attirare sponsor di rilievo. Basti pensare che Louis Vuitton lo scorso anno ha lanciato una linea di abbigliamento in occasione del campionato mondiale di League of legends uno dei giochi principali per gli E-sports.

Questo sport ha regole ben precise, che dipendono principalmente dal videogioco utilizzato. Non esiste un ente che riconosce un videogioco come adatto agli e-sports, è la community che decide quando un gioco può essere utilizzato in tornei importanti. Tuttavia esiste un fattore importante che il videogioco deve rispettare, dev’essere equo. Infatti l’aspetto che rendono questa disciplina davvero interessante è che tutti devono avere le stesse possibilità. Un esempio? rocket league, uno dei videogiochi più utilizzati, in questo simpatico gioco in cui si improvvisano partite di calcio con delle macchine, tutti hanno la stessa possibilità di vittoria, indipendentemente dagli accessori o dalle macchine che si possono acquistare.

I pro player, gli atleti degli E-sports

L’idea comune dei videogiocatori è quella di ragazzini rinchiusi nelle proprie camere per ore a giocare e a mangiare cibi poco salutari. In realtà i pro player hanno uno stile di vita molto attivo, passano ora ad allenare il proprio fisico e la propria mente con attività come corsa, palestra e meditazione. Infatti devono essere in grado di gestire la pressione mentale di un professionista, oltre agli sforzi che le mani e la schiena subiscono. Infatti tendiniti e problemi alla schiena sono i nemici numero 1 dei videogiocatori. Per evitare ciò è fondamentale che i pro player siano seguiti da un team di preparatori atletici, che li aiutino a smaltire la tensione muscolare accumulata durante le sessioni di gioco e, soprattutto, che lavorino in un ambiente studiato per il gaming, capace di fornire supporto all’atleta.

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Gli stadi degli E-sports

Capita l’importanza di questa forma di intrattenimento, viene naturale chiedersi chi finanzi tutto ciò.
La risposta è semplice, Internet. I milioni di spettatori che ogni giorno invadono le piattaforme di streaming (come ad esempio Twitch), finanziano attraverso le loro donazioni, i loro beniamini. In un certo senso è come se decidessero di pagare un biglietto volontario per supportare la competizione. A ciò si aggiungono gli sponsor che vedendo l’alto numero di spettatori, stanno facendo a gare per creare i tornei unici, capaci di smuovere le masse.

Soldi fama e successo, 3 parole che stanno alla base degli E-sports e che hanno stravolto il concetto di videogiocatore, adesso visto come pro player e non più come nerd.

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